i signori di confindustria hanno un centro studi. questo centro, suppongo, e' pieno di studiosi che si applicano allo studio di un sacco di cose interessanti. tra queste c'e' l'inflazione. ovvio, sono il centro studi di confindustria, direte voi, devono capire le dinamiche economiche per meglio consigliare i loro soci.
cosi, ieri alle 17.35, questo centro studi ha rilasciato una nota alla stampa,
cosi riportata dall'ansa:
Confindustria: no allarme, inflazione non c'e' In Italia non esiste alcun allarme prezzi perché l'inflazione "non c'é". A gettare acqua sul fuoco è il Centro Studi di Confindustria che sottolinea come i rincari siano "limitati a due comparti", cioé energia e alimentari e non si possa quindi parlare "di vero processo inflazionistico".
vorrei far notare ai signori studiosi del centro studi di confindustria che la gente usa la benzina per andare a lavorare, il gasolio o il gas per scaldare casa, compra elettricita' prodotta con il pretrolio, e non puo' smettere di mangiare, nemmeno con un grande sforzo di volonta'. se facessimo una indagine per scoprire quale peso hanno gli energetici e gli alimentari nel bilancio degli italiani, secondo me, scopriremmo che e' abbastanza alto. questa strana dimenticanza, pero', diventa comprensibile proseguendo la lettura:
l'accelerazione dei prezzi al consumo non deve giustificare allarmismi che rischiano di tradursi in politiche e comportamenti controproducenti perché finiscono per perpetuare e accentuare il fenomeno, peggiorando la competitività del Paese e il suo impoverimento"
in altre parole: non vorremmo che i rincari su questi settori facessero ridurre le altre spese agli italiani. i consumatori devono consumare, se no le cose andranno peggio. per noi industriali, se non altro.
L'accelerazione dei prezzi al consumo, prosegue il Csc in una nota, "é un fenomeno internazionale, non solo italiano. Infatti, la dinamica è diventata più sostenuta in tutti i Paesi, industrializzati ed emergenti e ha origini comuni. E' sostanzialmente confinata a due specifici settori, anche se molto importanti per le loro ricadute sul sistema dei costi e sul benessere dei cittadini: l'alimentare e l'energetico"
dai, lo sanno tutti che "mal comune mezzo gaudio", non fate i pessimisti
L'accelerazione attuale dei prezzi "é il meccanismo attraverso cui si realizza il trasferimento di potere d'acquisto e reddito dai Paesi consumatori ai Paesi produttori delle materie prime che sono rincarate
ma dai?! chi avrebbe mai pensato che l'aumento del petrolio trasferisse potere d'acquisto ai suoi produttori? ecco a cosa servono i centri di studio
Questo trasferimento - sottolinea il CsC - comporta un impoverimento che non può essere recuperato agendo con aumenti compensativi di retribuzioni e listini. Gli unici rimedi sono quelli della concorrenza e dell'efficienza e di politiche lungimiranti sulle fonti energetiche e sull'agricoltura, oltre a misure mirate per compensare gli effetti sui bilanci delle famiglie più colpite
qui mettono le mani avanti: non rompete i coglioni, niente aumenti. chiedete ai politici di essere lungimiranti e di aiutarvi, ma non con i nostri soldi, levatevelo dalla testa.
a questo punto propongo di ridurre i salari e legalizzare i furti i giorni dispari. voglio dire, e' piu' praticabile questa soluzione che attendere buoni consigli dai centri studi. per non parlare della lungimiranza dei politici.
alek